La nascita di una canzone inedita
A pochi mesi dalla nascita di QuadraCoro, il nostro direttore chiese ad alcuni di noi se conoscessimo una canzone del passato del Quadraro che potesse in qualche modo rappresentarne l’identità. Una canzone magari dimenticata e perduta nell’oblio della memoria. Perché a Roma, ancora di più nei quartieri popolari come il Quadraro, si cantava spesso per strada, nelle osterie, nei cortili, nelle case, durante il lavoro e nei momenti di festa. Oggi purtroppo non si canta più come un tempo, ma almeno al Quadraro c’è il QuadraCoro.
Non conoscevamo nessuna canzone popolare legata alla storia del quartiere, così abbiamo iniziato una ricerca chiedendo agli anziani e alle persone che lo abitano da sempre e che qui sono nate, ma nessun brano aveva questa caratteristica. Fino a quando una famiglia “storica” del Quadraro ci ha suggerito di considerare il testo di una poesia di Aldo Poeta, un comunista, di quelli che hanno fatto tanto per il Quadraro, che si trova all’interno del libro La Borgata Ribelle di Walter De Cesaris.
Un libro importante, il primo che racconta nel dettaglio e con moltissime testimonianze, la storia del rastrellamento del Quadraro, senza tralasciare il contesto storico nel quale avvenne questa terribile azione, per mano dei nazifascisti guidati dal comandante Herbert Kappler, “er maledetto”, come lo definì Aldo Poeta nella sua poesia 17 aprile 1944 Unternehmen Walfisch – Operazione Balena “Li mortacci loro”. Questo testo, inoltre, riporta nelle ultime pagine l’elenco degli oltre 700 rastrellati suddivisi per cognome, nome, indirizzo redatto da Don Gioacchino Rey, che rende unico questo libro per importanza documentale. Un elenco che fu il primo atto di memoria di una tragedia così enorme. Tutti gli uomini del Quadraro, dai 15 ai 60 anni vennero rastrellati all’alba del 17 aprile del 1944 e portati prima nel campo di concentramento di Fossoli e da lì in Germania nelle fabbriche chimiche o a scavare trincee, tenuti in condizioni disumane. La storia li ricorda come gli “schiavi di Hitler”. Molti di loro non ritornarono, morti di freddo, di fame e di stenti. Un intero quartiere si oppose in quegli anni al nazifascismo, dal commerciante al parroco, dall’artigiano al poliziotto. Non per caso il Quadraro veniva chiamato, con disprezzo, “Nido di vespe“, perché nel quartiere si è sempre dato protezione ai partigiani che vi trovavano rifugio dopo aver attaccato i camion su via Tuscolana, via Casilina e via Prenestina
Il suggerimento dato a Francesco Giannelli era quello di usare il testo della poesia per farne una canzone. Suggerimento che fu accolto con entusiasmo.
Quello che tanto cercavamo era dietro l’angolo, in un libro già letto da molti di noi. Fare della poesia una canzone, è stato un bellissimo dono di Francesco a QuadraCoro. Si dice che la memoria è un ingranaggio collettivo e non importa se non siamo stati testimoni diretti di quella terribile alba del 17 aprile 44, perché ogni volta che cantiamo questa canzone, facciamo rivivere attraverso le parole di Aldo Poeta e le note di Francesco Giannelli, il ricordo di una tragedia che crediamo possa essere da monito per le future generazioni. Noi non possiamo e non vogliamo dimenticare.
17 aprile 1944 Unternehmen Walfisch – Operazione Balena “Li mortacci loro”
Eseguita da QuadraCoro
Parole: Aldo Poeta
Musica: Francesco Giannelli
Pianoforte: Sabrina De Carlo
Orchestrazione: Fabrizio Palma
Videoclip prodotto da QuadraCoro APS
Sceneggiatura e regia: Giovanni Prisco
Qualche scatto del back stage del Videoclip della canzone ” 17 aprile 1944″





















